Perché questo GAS non ordina “carne”

Questo GAS vuole diffondere la buona pratica del consumo critico, cioè suggerire come prestare attenzione a ciò che si compra (e si consuma), acquistando solo ed esclusivamente prodotti biologici eticamente prodotti, non derivanti da sfruttamenti di sorta, che non danneggino l’ambiente, gli animali e neanche le persone, ma soprattutto bypassando intermediari ed evitando di arricchire ulteriormente le multinazionali.

La scelta, condivisa dal gruppo, di escludere la carne dagli acquisti del GAS non equivale a dire: “vi obblighiamo a non mangiare carne” (anche se va ricordato che se fosse necessario per gli esseri umani mangiare la carne non si spiegherebbe l’ottima salute e la longevità di tutte le persone vegetariane), ma invece vuole far sorgere la domanda: “come mai non ordiniamo la carne con questo GAS?”.

Il perché non è da ricercare nella componente emozionale che ci fa vedere l’agnellino come un cane né in principi spirituali e/o religiosi (anche se rispettiamo chi li ha e stimiamo chi vede il cane e l’agnellino simili) bensì per motivi ECOLOGICI ovvero per l’insostenibilità del ciclo di produzione della carne per il consumo umano.

L’ex Ministro della Salute Umberto Veronesi  invitò tutti più volte pubblicamente e lo fa tutt’ora ad avvicinarsi all’alimentazione vegetariana che definì  “un’opzione che tutti dovrebbero considerare per migliorare la qualità della propria vita, ma anche per l’indubbia ecosostenibilità di questa che è, a tutti gli effetti, una scelta di vita.”   

Gli impatti del consumo di carne sul Pianeta sono ingenti e corrispondono alla somma degli impatti delle differenti attività incluse nel suo ciclo di produzione, dalla coltivazione dei mangimi alla carne servita nel piatto.

In questo intervallo sono compresi:

1-la deforestazione di aree (anche italiane) e la conseguente occupazione del suolo per la coltivazione di cereali e altre colture vegetali intensive per la produzione di mangimi;

2-l’allevamento degli animali;

3-il trasporto dei mangimi, degli animali vivi, della carne e dei suoi prodotti confezionati;

4-l’uccisione e la macellazione degli animali;

5-l’imballaggio della carne;

6-l’utilizzo di grossi quantitativi di acqua in tutto il processo;

7-le emissioni in atmosfera, comprese le deiezioni animali in forma di gas intestinali;

8-l’inquinamento e il ciclo dei rifiuti nelle varie attività.

Tutte queste attività, indispensabili alla conduzione di un allevamento, hanno un impatto globale sull’effetto serra paragonabile a quello del traffico automobilistico, è infatti pari al 13%. Per produrre 1 kg di carne di manzo (biologica o no) sono necessari 15 kg di cereali, che se fossero destinati invece al consumo umano potrebbero sfamare un numero ben più alto di persone, e 15.500 litri di acqua perché nel ciclo della produzione della carne l’acqua è utilizzata in varie fasi: dall’irrigazione delle colture che diventeranno mangimi, all’abbeveramento degli animali, alla pulizia delle strutture e degli allevamenti, all’abbondante acqua sparsa sulle carcasse animali durante la macellazione per motivi igienici.

Gli allevamenti producono anche gas inquinanti  come il metano e l’ammoniaca. La dispersione di ammoniaca può condurre ad un processo di acidificazione ed eutrofizzazione delle acque dolci e poi marine con conseguenze drammatiche sulla biodiversità. Le emissioni di metano dovute alla fermentazione intestinale degli animali costituiscono la più importante fonte di emissioni di gas metano nell’UE, le quali ammontano a circa il 3.3%  del totale delle emissioni di CO2 europee. In relazione all’aumento degli allevamenti, si prospetta un incremento di produzione del gas metano del 60%; un incremento del 35-60% di ossido di azoto e un incremento del 60% di ammoniaca entro il 2030. La generazione e gestione dei liquami animali causano l’inquinamento del suolo, delle acque di falda, di superficie e dei mari. Tra i principali impatti ecologici ed economici associati al ciclo di produzione della carne si annovera anche l’emissione di gas climalteranti. Enormi investimenti pubblici sono stati destinati ai sussidi, alla produzione di carne e a compensare gli effetti nocivi di tale produzione sull’ambiente perché l’impatto globale degli allevamenti di bovini sull’effetto serra è paragonabile a quello del traffico automobilistico, è infatti pari al 13%”. (Estratto del rapporto della FAO “La zootecnia nel mondo, 2011”). GAS Vignola - Gas vi cambia Eco Ego

L‘allevamento di animali per la produzione di carne ha un impatto dannoso sull’ambiente che è uguale anche nell’allevamento biologico, tranne che per l’uso di prodotti chimici, medicinali ed ormoni sugli animali; quindi mangiare carne biologica eliminerebbe solo un problema (e non il più grave) sui tanti causati, ma non risolverebbe assolutamente nulla dal punto di vista ambientale. L’allevamento biologico inoltre richiede molta terra rispetto all’allevamento intensivo quindi se tutti mangiassero carne biologica e gli allevamenti fossero tutti biologici, ci sarebbe per forza di cose una drastica diminuzione della produzione e, allevando un numero di animali molto minore, ci sarebbero effettivamente dei benefici per l’ambiente… ma solo perché si allevano meno animali, non perché si allevano in modo biologico. Molti pensano che esista una soluzione che permetta di mantenere invariate le proprie abitudini alimentari e allo stesso tempo eviti i pesantissimi effetti negativi sull’ambiente. Ma questa soluzione ovviamente non esiste, l’unica soluzione semplice ed efficace è la promozione del consumo di proteine vegetali invece di quelle animali.

Sono quindi dati scientifici  che spingono questo GAS a non includere la carne tra i prodotti ordinabili in quanto non eco-sostenibile.

GAS Vignola - Gas vi cambia carne e inquinamento

Questo grafico elaborato da Foodwatch, l’associazione nazionale scientifica di consumatori tedesca, mostra quanta CO2 deriva dalla produzione di 1 kg di manzo, e per meglio spiegarlo viene quantificato in chilometri percorsi da un’automobile a benzina. In pratica chi mangia carne in un anno è come se percorresse 4758 km in automobile (1/8 del diametro terrestre).

In ultimo, l’allevamento biologico non salva la vita ad alcun animale. Chi dice che  sceglie i prodotti da allevamento biologico per evitare di far male agli animali e per il benessere dell’animale, pensando di mettersi a posto la coscienza, vive una mera illusione. Gli animali vengono costretti a ripetuti parti con distacco violento della prole ancora desiderosa del latte materno. Poi tutti gli animali d’allevamento finiscono al macello, tutti vengono uccisi in modo violento e senza pietà perché i macelli sono gli stessi per tutti gli animali; negli allevamenti biologici gli animali possono solo stare meno peggio rispetto a quelli intensivi, finché sono in vita, ma tutti alla fine vengono uccisi nello stesso modo ovvero atrocemente. Chi mangia carne dovrebbe assumersi la responsabilità del suo gesto andando direttamente a uccidere l’animale che vuole mangiare, scommetto che tutti diventerebbero vegetariani. Ci piace ricordare il famoso aforisma di Tolstoj, noto scrittore vegetariano: “Se i macelli avessero le pareti di vetro saremmo tutti vegetariani”. Vi invitiamo anche a guardare questo video “Pensavo che NON mangiare carne fosse una roba da fanatici animalisti, poi ho visto questo video”

Alcuni vegetariani famosi:

Brigitte Bardot, Franco Battiato, John Coltrane, Elvis Costello, Leonardo DiCaprio, Marlene Dietrich, Bob Dylan, Empedocle, Elio Fiorucci, Jonathan Safran Foer, Benjamin Franklin, Margaret Fuller, Mahatma Gandhi, Richard Gere, Roberto Gervaso, Lorenzo Guadagnucci, Ian McKellen, Moby, Gianni Morandi, Morrissey, Isaac Newton, Moni Ovadia, Anna Oxa, Margherita Hack, Anne Hathaway, Anthony Hopkins, Lorenzo Jovanotti, Franz Kafka, Paolo Kessisoglu, Nastassja Kinski, Jiddu Krishnamurti, Carl Lewis, Enzo Maiorca, Dacia Maraini, Paola Maugeri, Linda McCartney, Paul McCartney, Joaquin Phoenix, River Phoenix, Pink, Pitagora, Plutarco, Natalie Portman, Paramhansa Yogananda, Eddie Vedder, George Bernard Shaw, Percy Bysshe Shelley, Vandana Shiva, Lev Tolstoj, Mario Tozzi, Umberto Veronesi, Richard Wagner, Naomi Watts ecc…

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